martedì 11 agosto 2020

DAME EYOLA AND A CLOUD OF CONCEPTS (italian - english)

Donna Aiuola e una nube di concetti 

Bastiano di fronte ad un roseto. Un cartello dice “Alla casa che muta”. Si pone subito come centrale l'elemento caotico ed energeticamente carico del ribaltamento, rovesciamento, rimescolamento delle carte, caduta della torre. La casa lentamente e incessantemente muta e, all'unisono, coloro che si trovano al suo interno. Il capitolo è centrale dal punto di vista ermeneutico perché riassume i momenti, i tempi del rito e i significati. Le rose e le mele rendono dolce il cammino e l'antropos si avventura, lieto del suo destino. 

“Gran signore, sii bambino, torna ad essere piccino!..anni e anni t'ha aspettato.” Così viene accolto l'uomo che si fa bambino, il pulcino, il contenuto dell'uovo messo in forma, abituato alla completezza degli guscio, che egli sola conosce. Ed era atteso, il messia, il fanciullo, il prodigio, l'augusto. 

“..c'era una tavola rotonda apparecchiata con ogni sorta di coppe e cestelli pieni di frutti colorati..affondò i denti nel frutto e subito si accorse che non aveva mai mangiato in vita sua niente di più buono. Dopo di quello ne mangiò un altro e lo trovò ancora migliore”: è la tavolozza dei simboli, delle forme, degli elementari, degli antichi. Il primo passo sono le forme prime, le vibrazioni filtrate dai sensi e quindi i colori, i suoni, gli spazi. Il processo è quello dello strutturarsi olistico della gnosi, della vera sapienza, data dall'esperienza e dall'elaborazione di essa fuse con una singolare dose di mistica personale. Quindi viene in risalto l'essenza della vera conoscenza, un accumularsi strutturato e consapevole, in opposizione a quello mnemonico e puramente accademico. 

“..Mamma! Mamma!...Questa donna aveva lo stesso sorriso amoroso e lo stesso modo di guardare che ispirava fiducia”. Questa donna è ambasciatrice di Sofia e avatar dell'Imperatrice. Madre delle sue creature, il suo amore smisurato è profuso e confonde, con la grande illusione, il creato. Un'illusione a fin di bene, per amor del bello, l'edonismo mistico totalizzante del creare creature che godono dello stesso sentimento. 

“..il bambino iniziò un lunghissimo viaggio, da un desiderio all'altro, e non erano solo desideri buoni, bensì anche cattivi. Ma l'infanta Imperatrice non fa differenza, per lei tutto è ugualmente importante”. La gnosi richiede esperienza, l'esperienza manifesta le differenze (differenze che poi si riassorbono in un'unica singolare coscienza) e accresce la struttura, l'aura dell'individuo. I desideri sono di ogni tipo, forma, tono, colore. Essi si manifestano come una striscia di curiose casualità nell'oceano delle possibilità. Più essi sono sondati e stratificati, più sarà diletto cercare di scioglierne il nodo; e ciò è gaudio per il dio. La dea ne è complice, riconosce la magnificenza dello scisma e della lotta e si concilia con il dio attraverso la proprio carica erotica, massima dimostrazione del mistero orribile e sublime che avvolge Sofia come una nuvola lussureggiante e sensuale, talvolta venefica. La parte 'lilithica' di Sofia? 

“..i suoi ricordi, senza i quali non si possono avere desideri”. La memoria è la rete della quale noi siamo creatori e vittime, prodotti e produttori, fruitori e sciocchi. L'uomo non è più bambino e ricorda, ha dei legami che lo rendono inscritto in una volontà ben precisa che paradossalmente si genera in un tempo misto di passato e futuro. Questa mistura di Dickiana memoria ci rende consapevoli dell'influsso della gnosi futura, I TACHIONI, sul generarsi della coscienza presente. Lo Spirito sotto forma di gnosi è l'anti-tempo, rema al contrario per bilanciare l'entropia. E' la negentropia, l'energia data dalla gnosi, il guadagno pleromico e totale. Possiamo affermare che lo Spirito sia l'a-logos poiché agisce utilizzando gli spazi della memoria in modo naturalmente casuale: L'individuo riconosce e costella i segnali. 

“..fino a quel momento egli aveva sempre voluto esse un altro, ma non aveva mai desiderato di cambiare se stesso”. La spinta del desiderio è una e una sola: non può venire dall'esterno appropriandosi dell'interno (in tal modo ne si diventa i succubi), ma centrifugamente parte da un nucleo ben saldo e si appropria man mano della realtà creando appunto le già citate strutture, pur con una costante dose di rischio. L'attività, l'azione, rendono liberi. L'azione tramite la passione, non la passione tramite l'azione. L'azione, anche significato di moto – movimento, è il punto (non finale, bensì totale nella sua omni-pervasività). 

“..ora a te viene raccontata una storia che è nuova, eppure parla di un passato antichissimo”. Due sono i fuochi di questo ellisse epico: ritorna folgorante l'immagine dell'uomo nuovo che gnosticamente rende nuove le cose, le cose da sempre esistenti, dà loro una nuova veste di luce, di comprensione. Inoltre la storia, infinita non a caso, è antica e futura e quindi già compiuta nella sua singolarità. Il paradosso per eccellenza: il tutto nell'uno. 

“Lasciamole fare ciò che vuole! Del resto, di solito è piena di buone intenzioni”. Si parla della casa mutante, l'habitat, lo spazio sofico. Ci si affida a lei in modo attivo, nella piena coscienza della sua compartecipazione nell'esaltazione e glorificazione della propria natura. Le sue intenzioni concorrono al coraggio. 

“Nel grande roseto che circondava la casa che muta pareva regnare un'estate senza fine”. La visione, in un momento di divinità condivisa, dell'epoca dell'oro, in una natura rigogliosa e attiva e canora, dove vigono le regole di un grande gioco senza tempo, mi rende memore della spensieratezza alienata di Ulisse sull'isola di Kalypso. Il desiderio non esiste più, rimpiazzato esclusivamente dalla sua stessa espletazione e soddisfazione quasi ritmica, rituale ma meccanica. E senza desiderio non c'è ritorno. Così Ulisse desidera e ritorna, allo stesso modo Bastano. 

CLAVICOLAE: 

- mutazione – caduta 

- regressione – ab ovo 

- strutture – decriptazione delle vibrazioni 

- gnosi – l'illusione riconosciuta 

- desiderio – tutto è uguale 

- memoria – TEMPORIS PARADOXI CAPTIVI 

- spinta centrifuga – APATHANATISMOS 

- singolarità – l'uomo nuovo 

- spinta sofica – età aurea 

ENGLISH VERSION
Dame Eyola and a cloud of concepts

Bastian staring at a rose garden. A sign says "To the house that changes". It's clear the centrality of the chaotic and energetically charged element of the overturning, shuffling of the cards, falling of the tower. The house slowly and incessantly changes and, in unison, those who are inside. The chapter is central for a hermeneutic point of view because it summarizes the moments, the times of the rite, the meanings. The roses and apples make the journey sweet and the anthropos ventures, happy, along his destiny.

“…There was a round table set with all sorts of bowls and baskets full of colorful fruits…he sank his teeth into the fruit and immediately realized that he had never eaten anything better in his life. After the first one he ate another and found it even better”. It is the palette of symbols, shapes, elementary forms, the ancients. The first step is the raw forms, then the vibrations are filtered by the senses and therefore they comes the colors, the sounds, the spaces. The process is that of the holistic structuring of gnosis, of true wisdom, given by experience and its elaboration fused with a singular and strong dose of personal mysticism. Then the essence of true knowledge comes out, a structured and conscious accumulation, as opposed to the mnemonic and purely academic one.

"..Mum! Mom!...This woman had the same loving smile and the same way of looking that inspired confidence”. This woman is Sophia's ambassador and avatar of the Empress. Mother of her creatures, her boundless love is profuse and confuses creation with the great illusion. An illusion for a good purpose, for beauty's sake, the all-encompassing mystical hedonism of creating creatures who enjoy the same feeling.

“…The child began a very long journey, from one desire to another, and they were not only good wishes, but also bad ones. But the Childlike Empress makes no difference, everything is equally important to her”. Gnosis requires experience, experience manifests differences (differences which are then reabsorbed into a single singular consciousness) and increases the structure, the aura of the individuum. Desires are of all kinds, shapes, tones, colors. They manifest themselves as a strip of curious randomness in the ocean of possibilities. The more they are thick and stratified, the more it will be delightful trying to untie their knots; and this is pure ecstasy for the god. The goddess is an accomplice, recognizes the magnificence of the schism and of the struggle and reconciles with the god through her own erotic charge, the maximum demonstration of the horrible and sublime mystery that envelops Sofia like a luxuriant and sensual cloud, sometimes poisonous. The 'Lilithian' side of Sofia?

“…His memories, without which he cannot have desires”. Memory enters the scene, a network of which we are creators and victims, products and producers, users and fools. Man is no longer a child and he remembers, he has ties that make him inscribed in a very specific will that paradoxically is generated in a mixed time of past and future. This 'dickian' mixture makes us aware of the influence of future gnosis, TACHYONS, on the generation of present consciousness. The Spirit in the form of gnosis is the anti-time, moving in reverse to balance entropy. It is negentropy, the energy given by gnosis, the pleromic and total gain. We can affirm that the Spirit is the a-logos since it acts by using the spaces of memory in a naturally random way: it is the individual who must recognize and constellate the signals.

"...until that moment he had always wanted to be another one, but he had never wanted to change himself". The thrust of desire is one and only one: it cannot come from the outside by appropriating the inside (in this way one becomes its succubus), but it centrifugally starts from a solid core and gradually appropriates reality by creating the already mentioned structures. Activity, action, makes you free. Action through passion. Action, also meaning of motion - movement, is the point (not final, but total in its omni-pervasiveness). 

"...now you are told a story that is new, yet it speaks of a very ancient past". There are two fires in this epic ellipse: the dazzling image of the new man returns, which gnostically makes things new, things that have always existed, he gives them a revolutionary light of understanding. Moreover, history, infinite not by chance, is new and ancient and future and therefore already completed in its singularity. The paradox par excellence: the all in one. 

“Let her do what she wants! After all, she is usually full of good intentions”. We're talking about the house that changes. Which, traces the role of the habitat, the other, the sofic space. We entrust ourselves to her in an active way, in full awareness of her contribution in the exaltation and glorification of one's own nature. His intentions contribute to courage.

“An endless summer seemed to reign in the huge rose garden that surrounded the changing house”. The vision, in a moment of shared divinity, of the golden age, in a luxuriant and active and singing nature, where the rules of a great timeless game are in force, makes me remind of the alienated lightheartedness of Ulysses on the island of Kalypso. Desire no longer exists, replaced exclusively by its own almost rhythmic, ritual but mechanical fulfillment and satisfaction. And without desire there is no return. Thus Ulysses wishes and returns, in the same way Bastian.
 
CLAVICOLAE:
- mutation - fall
- regression - ab ovo
- structures - decryption of vibrations
- gnosis - the recognized illusion
- desire - everything is equal
- memory - TEMPORIS PARADOXI CAPTIVI
- centrifugal thrust - APATHANATISMOS
- singularity - the new man
- Sofic strain - golden age